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Addio a Raffaele De Grada: Critico d'arte, Partigiano, Comunista

17/12/2020 13:48

Lorenzo Bonini

Arte,

Addio a Raffaele De Grada: Critico d'arte, Partigiano, Comunista

Ogni messaggio è un tassello di una memoria, incompleta parte di una storia rilevante fuori del comune.

Alle fronde dei salici

di Salvatore Quasimodo

 

E come potevamo noi cantare

con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze

sull'erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all'urlo nero 
della madre che andava incontro al figlio

crocifisso sul palo del telegrafo?

Alle fronde dei salici, per voto,

anche le nostre cetre erano appese, 
oscillavano lievi al triste vento.

Ogni messaggio è un tassello di una memoria, incompleta parte di una storia rilevante fuori del comune, ne evoca l’epilogo facendo riaffiorare il passato di chi l’ha vissuto con valore.

 

Un "Bella Ciao!" dal profondo del cuore, grazie per tutto quello che ci hai insegnato.

Lorenzo Bonini

 

Raffaelino De Grada (diminutivo che lo distingue dal padre, noto pittore del Novecento italiano) è nato a Zurigo nel 1916. Rientrata in Italia la famiglia, De Grada inizia gli studi a San Giminiano, proseguendoli poi a Firenze e a Milano, ove si laurea nel 1939, allievo di Antonio Banfi e Matteo Marangoni. Dal 1935 pubblica saggi e scritti d’arte sulle principali riviste del tempo e nel 1938, con un gruppo di giovani intellettuali milanesi, fonda “Corrente”, rivista di espressione culturale antifascista. Arrestato per attività politica contro il regime nel 1938 e nel 1943, mobilitato in Sicilia nel 1941, dopo l’8 settembre 1943 organizza con Pajetta e Curiel il Fronte della Gioventù, prima in Lombardia poi in Toscana, dove assume il comando militare della Brigata Partigiana del Fronte per la Liberazione di Firenze. Commentatore politico e dirigente Rai, è la prima voce di Radio Milano dopo la Liberazione il 27 aprile 1945. Dirige il Giornale Radio del Nord Italia sino al 1949, è nominato consigliere di amministrazione della Rai e svolge per anni il ruolo di critico d’arte alla radio. Dal 1949 al 1951 è a Parigi, segretario italiano del Comitato Mondiale dei Partigiani della Pace, ed è tra i primi firmatari dell’appello di Stoccolma contro la bomba atomica. Eletto al Consiglio comunale di Milano dal 1946 nelle liste del Partito Comunista Italiano, lascia l’incarico nel 1959, allorchè viene eletto deputato al Parlamento italiano. Rientra nel Consiglio comunale di Milano dal 1975 al 1985.

 

Dal 1985 al 1999, eletto nelle liste di Democrazia Proletaria, è consigliere alla Provincia di Milano.
Dal 1965 al 1986 è titolare della Cattedra di Storia dell’Arte all’Accademia di Brera.
Dal 1971 al 1976 dirige l’Accademia e la Pinacoteca Comunale di Ravenna. Dal 1989 al 2000 dirige l’Accademia di Arte e Restauro Aldo Galli Como.  Membro dell’esecutivo dell’Ente Manifestazioni Milanesi, della Commissione Artistica della Biennale di Venezia dal 1975 al 1980, Consigliere della Scala di Milano, consigliere del Museo Poldi Pezzoli di Milano, ha organizzato e curato grandi mostre di analisi storica e critica a partire dagli anni cinquanta.


Direttore delle riviste “Il ‘45” e “Realismo”, ha collaborato con importanti testate nazionali e tuttora scrive per le pagine del “Corriere della Sera”. Ha scritto saggi fondamentali nella storia dell’arte moderna, tra cui Boccioni, L’Ottocento italiano, L’Ottocento, quattro volumi di storia dell’arte per i licei, Boldini, I Macchiaioli
Nel 2000 ha pubblicato La grande stagione (Anthelios Edizioni), prima parte del suo percorso autobiografico. Panta rei ne è la logica continuazione.

 

Le esequie si sono svolte presso Accademia delle Belle Arti di Brera il 4 Ottobre 2010.

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