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La poetica della forma. Texture

15/06/2021 18:11

Lorenzo Bonini

Arte, Alberto Veca,

La poetica della forma. Texture

Il linguaggio artistico e di design è un convoglio di norme applicate a dei segni...si potrebbe provare a chiarire. Il segno è un significato legato a ...

Il linguaggio artistico e di design è un convoglio di norme applicate a dei segni...si potrebbe provare a chiarire. Il segno è un significato legato a un contesto, come sostiene Umberto Eco in lezioni di Semiotica. Questa piccola introduzione torna utile al fine di meglio inquadrare ciò che il mondo del design e degli artisti di ricerca cercano di proporre da quasi un secolo attraverso modelli e opere alternative.

La poetica della forma

(Texture)

di Alberto Veca

                      

Il linguaggio artistico e di design è un convoglio di norme applicate a dei segni...si potrebbe provare a chiarire. Il segno è un significato legato a un contesto, come sostiene Umberto Eco in lezioni di Semiotica. Questa piccola introduzione torna utile al fine di meglio inquadrare ciò che il mondo del design e degli artisti di ricerca cercano di proporre da quasi un secolo attraverso modelli e opere alternative.

 

Lorenzo Bonini - artista designer, critico e curatore, grande conoscitore del design italiano e promotore di vari dibattiti, conferenze, con lezioni presso Istituti, Università e mostre alla Triennale e in prestigiose Gallerie italiane- mi omaggia di visionare le sue ultime opere di ricerca protagoniste di una nuova stagione, quella della poetica dell’oggetto impiegato in una concezione completamente nuova, in cui anche la cornice stessa è parte integrante dell’opera, anch’essa progettata a emblema che si fa icona, custode del reperto, un materiale arruolato nella sua condizione di elemento naturale povero prodotto dall’uomo.

 

I presupposti poetici del riscatto dell’oggetto sussistono tutti grazie alla sensibilità dell’autore nell’analizzarli, e costituiscono una differenza rispetto al dadaismo di prima mano, nel confronto del quale si può considerare una continuazione scaturita dallo studio dell’avanguardia storica. Senza volere essere revivalistica si distacca completamente per la scelta innovativa dei materiali, la loro qualità, la raffinatezza e il gusto realizzativo.

 

La virtù di Lorenzo Bonini, è stata quella di ricorrere all’uso di materiali estranei alla pittura che gli ha permesso così d’inserirsi con peso determinante nel processo dell’arte astratta ponendovi tutta la sua poetica e dimostrandosi anello di congiunzione anche con la pop – art nella misura in cui stabilisce un legame tra l’arte della ricerca e la quotidianità, arricchita da nuove possibilità di stratificazioni concettuali. Il tramite è rappresentato dalla pratica delle combine: assemblaggi di materiali differenti, di cui è un esempio la disposizione verticale delle accurate elaborate superfici che sovrastano lo skyline, profilo realizzato con l’utilizzo di vetrini colorati disposti su un raffilo in legno posto in orizzontale, che nella veste scorta i contenuti concreti e fisici degli attributi compositi di un minimalismo vero e declamatorio in una operazione che alla prima può sembrare di ready-made. Tornando ai riferimenti semiotici dell'inizio, tra il concetto di creazione e la rappresentazione finale dell’elaborato che descrive in modo intrinsecamente naturale una sua passione o un suo effetto, ammirandoli troviamo in noi stessi quella verità che credevamo di non possedere quella comunanza intellettuale che abbiamo con lui e con la forma, perché la poetica non è che un modo di percepire gli oggetti esterni, un congegno speciale che setaccia la materia e che senza mutarla la trasfigura.

 

Alberto Veca

 

(A.V. 23.05.2006) Alberto Veca, scomparso nel maggio 2009, storico e critico dell'arte e docente presso il Politecnico di Milano - Facoltà del Design, nella sua attività critica si è occupato in particolare di natura morta dell’età barocca, realizzando presso la galleria Lorenzelli di Bergamo le esposizioni Inganno & Realtà, 1980; Vanitas, 1981; Paràdeisos, 1982; Simposio, 1983; Forma vera, 1985; Orbis pictus, 1986, Lombardia 1620 circa, 1989; The Lure of Still Life (Bergamo-Düsseldorf).

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